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Il Castello

Informazioni riguardanti il Castello di Bientina

Prima del castello

La più antica menzione di un «loco Blentina» risale al 24 gennaio 793. In quella data è noto un monasterium di S. Andrea di proprietà della chiesa lucchese. I possessi del vescovado pisano sono invece attestati a partire dall’883, con l’acquisto di una serie di terreni.

Risale al 937 l’attestazione di una «curtis de Blentena», inclusa nella ricca dote costituita dal re d’Italia, Ugo di Provenza, per la futura moglie Berta di Svevia, e a cui facevano capo sessanta mansi.

Nel 1018 sono attestati una «casa et curte domnicata» in Bientina e un castello posto in località Fontana Solcari (odierno toponimo Valle Fontana), la cui fondazione va forse attribuita al marchese Ugo di Toscana (nipote del re omonimo). Nel 1040 è ricordata la chiesa di S. Martino all’interno dello stesso castello.

All’inizio dell’XI secolo una serie di diplomi imperiali consentono di evidenziare la consistenza patrimoniale del monastero di S. Salvatore di Sesto in questo territorio. Nel 1020 l’imperatore Enrico II rilascia all’abate Benedetto un diploma di conferma di proprietà in cui compaiono il lago di Sesto con le sue pescaie, la chiesa di S. Giusto e la curtis di S. Prospero, che nel successivo diploma di Corrado II del 1027 è detta «in loco Blentina». In questo ultimo documento l’elenco delle proprietà è arricchito con la chiesa di S. Benedetto e il castello «in loco Insula» (nell’attuale località Isola al centro del Padule).

Before the castle

The oldest mention of a ‘loco Blentina’ dates back to 24 January 793. A monasterium of St. Andrew owned by the Church of Lucca is known on that date. Possessions of the Pisan bishopric are instead attested as from 883, with the purchase of a series of lands.

Dating back to 937 is the attestation of a ‘curtis de Blentena’, included in the rich dowry constituted by the King of Italy, Hugh of Provence, for his future wife Bertha of Swabia, and to which sixty mansi belonged.

In 1018, a ‘casa et curte domnicata’ in Bientina and a castle in the locality of Fontana Solcari (today's toponym Valle Fontana) are attested, the foundation of which is perhaps attributed to the Marquis Ugo of Tuscany (nephew of the namesake king). The church of S. Martino inside the same castle is mentioned in 1040.

At the beginning of the 11th century, a series of imperial diplomas provide evidence of the wealth of the monastery of S. Salvatore di Sesto in this area. In 1020, Emperor Henry II issued Abbot Benedict with a diploma confirming properties such as the lake of Sesto with its fishing grounds, the church of S. Giusto and the curtis of S. Prospero, which in the subsequent diploma of Conrad II in 1027 is called ‘in loco Blentina’. In this last document, the list of properties is enriched with the church of S. Benedetto and the castle ‘in loco Insula’ (in today's Isola locality in the centre of the Padule).

Il «castello novo de Blentina»

L’accresciuta influenza del vescovo pisano sul territorio e il tentativo di allargare il proprio controllo su tutti gli abitanti di Bientina, anche in netta contrapposizione con gli interessi dell’abate di Sesto, indusse il presule a spostare il centro abitato e costruire un nuovo castello. Nel 1179 il vescovo stipulò un accordo con i consoli del Comune di Bientina in base al quale si chiedeva il trasferimento degli abitanti di tutto il territorio in un solo luogo, a formare una sola comunità. I futuri abitanti si impegnavano a giurare fedeltà e a custodire il castello in nome della Chiesa pisana e della città di Pisa. Il presule avrebbe concesso ad ogni capofamiglia la terra necessaria per la propria sussistenza; un vero e proprio feudo ereditario in linea maschile.

Il luogo scelto per l’edificazione del nuovo castello fu particolarmente strategico dal punto di vista della centralità delle vie di comunicazione. Il terreno acquistato si trovava nei pressi del ponte sull’Arno (che fino alla metà del XVI secolo passava poco a sud dell’abitato di Bientina), dove giungeva l’antica via che proveniva da Lucca con il percorso pedemontano, mentre nel fiume sfociava il canale navigabile del Cilecchio che permetteva il diretto collegamento tra l’Arno e il lago di Sesto, consentendo di raggiungere Lucca per la via d’acqua.Il nuovo castello, detto «castello novo», è attestato a partire dal 4 dicembre 1181.
Durante il XIII secolo il controllo di Pisa sul territorio fu sempre più stringente, esplicitato anche con la necessità di una presenza capillare di propri ufficiali a difesa dell’unità del contado. Il governo cittadino creò a questo proposito un nuovo sistema di circoscrizioni (Capitanie), che permetteva di suddividere il territorio in numerosi distretti amministrativi e giudiziari facenti capo ad un Capitano (ufficiale pisano). Gli Statuti del 1286 contano nel territorio compreso tra Pisa e il fiume Cecina ben diciotto Capitanie, e fra queste Bientina.

Con la crisi politica scaturita dalla caduta del conte Ugolino della Gherardesca e di Nino Visconti, il primo luglio 1288, i guelfi pisani occuparono una serie di importanti luoghi strategici tra cui Buti, Calcinaia e Bientina, mentre Vicopisano rimase fedele a Pisa.

Le intraprese militari di Guido da Montefeltro, podestà e Capitano del Popolo di Pisa, riuscirono a far tornare sotto il controllo pisano i centri di Calci, Calcinaia e la Valdera, mentre Bientina rimase in mano ai Lucchesi fino al 1314, quando il castello tornò pisano con la pace del 25 aprile.

All’inizio del XV secolo Bientina fu annessa allo stato fiorentino. Sono questi gli anni che portarono alla prima conquista di Pisa da parte di Firenze.

The «castello novo de Blentina»

The growing influence of the Pisan bishop on the territory and his attempt to extend his control over all the inhabitants of Bientina, in clear opposition to the interests of the abbot of Sesto, induced the bishop to move the settlement and build a new castle. In 1179, the bishop stipulated an agreement with the consuls of the Commune of Bientina that called for the transfer of the inhabitants of the entire territory to one place, to form a single community. The future inhabitants undertook to swear allegiance and to guard the castle in the name of the Pisan Church and the city of Pisa. The prelate would grant each head of the family the land necessary for their subsistence; a true hereditary feud in the male line.

The site chosen for the building of the new castle was particularly strategic from the point of view of the centrality of communication routes. The land purchased was located near the bridge over the Arno (which, until the mid-16th century, passed just south of the town of Bientina), connected to the ancient foothill road from Lucca, while the navigable canal of Cilecchio flowed into the river, allowing a direct connection between the Arno and Lake Sesto, enabling Lucca to be reached by water.

The new castle, called ‘castello novo’, is attested from 4 December 1181.

During the 13th century, Pisa's control over the territory was increasingly stringent, also expressed by the need for a capillary presence of its own officers to defend the unity of the contado. To this end, the city government created a new system of circumscriptions (Capitanie), which allowed the territory to be subdivided into numerous administrative and judicial districts under a Capitano (Pisan officer). The Statutes of 1286 count as many as eighteen ‘Capitanie’ in the territory between Pisa and the river Cecina, including Bientina.

With the political crisis that resulted from the fall of Count Ugolino della Gherardesca and Nino Visconti on 1 July 1288, the Pisan Guelphs occupied a number of important strategic locations including Buti, Calcinaia and Bientina, while Vicopisano remained loyal to Pisa.

The military endeavours of Guido da Montefeltro, podestà and Capitano del Popolo of Pisa, succeeded in bringing the centres of Calci, Calcinaia and the Valdera back under Pisan control, while Bientina remained in the hands of Lucca until 1314, when the castle returned to Pisa with the peace of 25 April.

At the beginning of the 15th century, Bientina was annexed to the Florentine state. These were the years that led to the first conquest of Pisa by Florence.

Pergamena di fondazione del castello di Bientina

Le strutture del castello

Il castello di Bientina, fondato a partire dal 1179 e concluso nel 1181 dal vescovo di Pisa, rafforzato e in parte ricostruito nei secoli successivi dai Pisani, presenta una pianta irregolare e conserva una buona porzione del perimetrale meridionale ed orientale, e tre torri angolari.

Due torri sono di forma pentagonale (la Torre della Mora e la Torre del Giglio) ed una di forma quadrata (Torre dei Tessitori). Una quarta torre (Torre del Belvedere) si trovava nel luogo dell’attuale campanile dell’Oratorio di S. Domenico, all’angolo nord-orientale del tracciato. All’interno del circuito murario, nell’angolo nord-est, si trova la Rocca o Cassero.

L’organizzazione interna dell’abitato disegnava una suddivisione regolare degli isolati, ottenuti dall’incrocio perpendicolare delle tre vie secondarie con andamento nord-sud con l’asse stradale principale con percorso est-ovest. I borghi così ottenuti presentano due file parallele di lotti abitativi di forma rettangolare, con i lati lunghi in comune con le case adiacenti e quelli corti allineati lungo la strada e lungo i chiassi interni. Le porte principali erano la Porta Fiorentina, a fianco della Rocca e la Porta Pisana sull’asse che passa a fianco della pieve di fondazione medievale dedicata a S. Maria.

Le tecniche murarie usate nella fabbrica del castello sono diversificate in base ai materiali utilizzati. Le strutture ancora leggibili (solo in parte ancora quelle originali della fine XII secolo), e cioè il tratto sud e est delle mura e le torri della Mora e del Giglio, sono state edificate con tecnica mista e il ricorso all’uso della pietra e del laterizio. La Torre della Mora presenta una cortina in conci di pietra per una altezza di circa 2,5 m e una muratura esclusivamente in laterizio in continuità ai piani successivi. La stessa tecnica mista si documenta nella Torre del Giglio (o Torre Imperiale). In quel caso il ricorso alla pietra è minore e ridotto all’angolo orientale della struttura e solo al prospetto esterno, mentre l’interno è edificato in laterizio fin dal piano terra. Lo stesso tipo di muratura è stato documentato nei resti della Torre del Belvedere, riportata in luce durante le operazioni di costruzione del campanile di S. Domenico.

La tecnica mista è confermata anche sui lati est e sud del circuito murario. In essi è evidente la presenza di uno zoccolo in pietra, formato da almeno quattro filari di conci ben squadrati e levigati in superficie, che definisce la base di appoggio della successiva muratura in laterizio.

Il lato occidentale del circuito murario è stato nel tempo modificato e utilizzato come limite dei prospetti dei palazzi che si affacciano su piazza Vittorio Emanuele, ad oggi tutti intonacati e quindi non leggibili.

Tracce di un paramento in fase con la fondazione del castello si notano nei due prospetti principali della cosiddetta Rocca. Nella parte inferiore della muratura il materiale impiegato è esclusivamente il verrucano del Monte Pisano, lavorato in bozzette di medie dimensioni, posate a filari suborizzontali, di altezze differenti, e legate da malta di calce. La differenza di materiale utilizzato e tecnica di costruzione, rispetto al resto della torre, evidenzia la presenza di resti di murature più antiche, in fase probabilmente con il momento di fondazione del castello vescovile.

Tra XIII e XIV secolo il castello è stato a più riprese rifortificato.

Alla fine del XIV secolo il sistema difensivo del castello di Bientina fu rafforzato con la costruzione della Torre dei Tessitori (detta in origine Torre Mora nuova), a pianta rettangolare. Questa struttura turriforme si differenzia dalle altre per l’assenza del basamento in pietra e quindi per l’uso esclusivo del laterizio.

Gli ultimi interventi costruttivi intervenuti nel sistema difensivo del castello di Bientina hanno riguardato la ricostruzione della Rocca in epoca rinascimentale, nello stesso luogo dove sorgeva il cassero del castello basso medievale.

The structure of the castle

The castle of Bientina, founded in 1179 and completed in 1181 by the bishop of Pisa, strengthened and partly rebuilt in the following centuries by the Pisans, has an irregular plan and preserves a good portion of the southern and eastern perimeter, and three corner towers.

Two towers are pentagonal (Torre della Mora and Torre del Giglio) and one is square (Torre dei Tessitori). A fourth tower (Torre del Belvedere) stood on the site of the present bell tower of the Oratory of St Dominic, at the north-eastern corner of the layout. Inside the walls, in that same corner, is the Rocca or Cassero.

The internal organisation of the settlement drew a regular delimitation of the blocks, obtained by the perpendicular intersection of the three secondary streets (going from north to south) with the main road axis (going from east to west). The boroughs thus obtained had two parallel rows of rectangular residential lots, with the long sides in common with adjacent houses and the short ones aligned along the road and the inner lanes. The main gates were Porta Fiorentina, next to the Rocca, and Porta Pisana on the axis passing alongside the medieval parish church dedicated to St. Mary.

The masonry techniques used in the castle building varied according to the materials used. The structures that are still legible (only some of them are still the original ones from the late 12th century), namely the southern and eastern sections of the walls and the Mora and Giglio towers, were built with a mixed technique using stone and brick. Torre della Mora presents a curtain wall of stone ashlars for a height of approximately 2.5 meters and an exclusively brick masonry in continuity with the successive floors. The same mixed technique is documented in Torre del Giglio (or Torre Imperiale). In that case, the use of stone is minor and reduced to the eastern corner of the structure and only to the exterior elevation, while the interior is built in brick from the ground floor. The same type of masonry has been documented in the remains of Belvedere Tower, brought to light during the construction of the S. Domenico bell tower.

The mixed technique is also confirmed on the east and south sides of the wall circuit. In these, the presence of a stone plinth is evident, formed by at least four rows of ashlars well squared and smoothed on the surface, defining the base for the subsequent brickwork.

The western side of the wall circuit has been modified over time and used as the boundary of the elevations of the buildings facing Piazza Vittorio Emanuele, all of which are now plastered and therefore not readable.

Traces of a facing in phase with the foundation of the castle can be seen in the two main elevations of the so-called Rocca. In the lower part of the masonry, the material used is exclusively verrucano from Monte Pisano, worked in medium-sized blocks, laid in sub-horizontal rows of different heights and bonded with lime mortar. The difference in material used and construction technique with respect to the rest of the tower highlights the presence of remains of older masonry, probably in phase with the time of foundation of the bishop's castle).

Between the 13th and 14th centuries, the castle was refortified several times.

At the end of the 14th century, the defence system of Bientina Castle was reinforced with the construction of Torre dei Tessitori (originally called Torre Mora nuova), with a rectangular plan. This turriform structure differs from the others in the absence of a stone base and therefore the exclusive use of brick.

The last constructive interventions in the defence system of the Bientina castle involved the reconstruction of the fortress in the Renaissance period, in the same place where the keep of the low medieval castle stood.

The masonry technique is very different from those used previously. It is composed of carefully squared stones, made of verrucano, mounted at the corners of the building with the function of cantonments. In the rest of the elevations, brick laid in the Sienese style is used.

Pianta della terra di Bientina con le sue strade maestre, secolo XVIII
Torre dei Tessitori e Torre della Mora - prima e dopo il restauro

Bientina e l’Arno

Negli anni ‘50 del XVI secolo il governo fiorentino, nell’ambito della politica di regimentazione delle acque fluviali promosse dai Granduchi di Toscana Cosimo I e Ferdinando I de Medici, decise il taglio delle profonde anse dell’Arno presenti tra Calcinaia e San Giovanni alla Vena. Il corso naturale dell’Arno, arrivando da Pontedera, si dirigeva verso nord passando ad ovest della collina di Montecchio, raggiungeva Bientina e da lì scendeva verso Vicopisano per poi raggiungere San Giovanni alla Vena. Bientina quindi, fino alla metà del ‘500 possedeva un porto sull’Arno e attraverso il Cilecchio era possibile dirigersi a Lucca utilizzando la via fluviale del lago di Sesto (o di Bientina). Il progetto del taglio dell’Arno aveva lo scopo di ottenere un più rapido scorrimento delle acque che troppo spesso esondavano nella pianura arrecando danno alle colture. Con il nuovo tracciato si otteneva anche un percorso più breve per i navicelli che trasportavano le merci dalla costa all’entroterra e viceversa.

Bientina and the Arno

In the 1650s, the Florentine government, as part of the river water regulation policy promoted by the Grand Dukes of Tuscany Cosimo I and Ferdinando I de Medici, decided to cut the deep loops of the Arno between Calcinaia and San Giovanni alla Vena. Arno's natural course, arriving from Pontedera, headed north, passing west of the Montecchio hill, reached Bientina and from there descended towards Vicopisano to then reach San Giovanni alla Vena. Bientina therefore had a harbor on the Arno until the mid-16th century, and through Cilecchio it was possible to head to Lucca using the river route of Lake Sesto (or Bientina). The aim of the project was to obtain a faster flow of the waters that too often overflowed into the plain, causing damage to crops. The new route also provided a shorter route for the navicelli that transported goods from the coast to the inland and vice versa.

Catasto Leopoldino
Rappresentazione di Bientina in una carta di Leonardo da Vinci

Per saperne di più/Read more:

  • A. Alberti 2005, I castelli della Valdera, Giardini Editori.
  • F. Andreazzoli 2005, Il castello di Bientina, in M.L. Ceccarelli Lemut, G. Garzella (a cura di), Terre nuove del Valdarno pisano medievale, Pacini, pp. 121-131.
  • F. Andreazzoli 2002, L’edilizia medievale: le strutture fortificate del castello, in M.L. Ceccarelli Lemut, G. Garzella (a cura di), Un territorio all’incrocio di vie di terra e d’acqua: Bientina dall’antichità al Medioevo, Pacini, pp. 93-106.

Galleria/Gallery

Ultima modifica: giovedì, 29 gennaio 2026

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