Denominazione e tipologia "Bosco di Tanali - zona umida del Padule di Bientina"
Ampliamento dell’area protetta di interesse locale, ex art. 19 L.R.Toscana 49/'95 di applicazione della L.934/’91 "legge quadro sui parchi", in attuazione al 2° Programma regionale 1997-99 per le aree protette, approvato con DCRT n.256 del 16.07.1997.
Provvedimento istitutivo Delibera del Consiglio Comunale di Bientina n. 70 del 17.11.1995
"Istituzione area naturale protetta di interesse locale "Bosco di Tanali". Regolamento nomina comitato di gestione. Approvazione"
Delibera del Consiglio Comunale di Bientina n. del 14.04.1998
Informazioni generali Localizzazione L'area ricade nel bacino dell'ex Lago e Padule di Bientina, interamente nel Comune di BIENTINA in località CACCIALUPI, Provincia di PISA, al confine con la Provincia di Lucca.
Altitudine: 9 - 5 m/slm
Superficie: 150 ha circa
Cartografia: IGMI Carta d’Italia scala 1:25.000 foglio n.273 sez.1 - Buti
Carta Tecnica Regionale: sezione 273040 scala 1:10.000
Planimetria catastale: Comune di Bientina fogli n. 3,5,6 scala 1:2000
Tutela esistente al momento dell'istituzione - Inserita nella zona umida 117-Alveo dell'ex Lago di Bientina, del Sistema Regionale delle Aree Protette della L.R. 52/'82.
- L'area del Padule di Bientina è censita tra i siti di maggior importanza per la conservazione della natura della Comunità Europea (classificato con n. 1100)
- In esso è presente un di habitat prioritario, Alnetea glutinose (Ontanete umide planiziali), ai sensi dell'allegato 1 della Direttiva CEE 92/43, codice CORINE 44.3
- L’area collega le due aree protette d’interesse locale del Bottaccio della Visona nel Comune di Capannori e del Bosco di Tanali entrambe approvate ai sensi della L.R. 49/’95.
- L’area è individuata come sito d’importanza regionale (SIR) B03 IT 5120101 dal Bioitaly.
Individuazione del soggetto gestore L'area è gestita direttamente dall'Amministrazione Comunale di Bientina avvalendosi del supporto di un comitato di gestione presieduto dal Sindaco o suo delegato e composto da esperti e da rappresentanti della Provincia di Pisa dell'Università di Pisa e del Provveditorato agli studi.
Il regolamento prevede, inoltre, una consulta delle associazioni locali che si interessano di ambiente e delle attività umane sul territorio.
Note sulle caratteristiche ambientali Descrizione morfologica ed idrologica La zona ricade quasi interamente nella fascia occidentale dell’alveo dell’ex Lago di Bientina e per una parte sui terreni circostanti che ospitavano pagliereti e boschi umidi. Questi terreni, su cui insiste una difficile opera di bonifica sono spesso soggetti ad allagamenti e per questo adibiti nella maggior parte a prato o a seminativi di colture estive (mais, girasole). Le aree a prato umido mantengono un alto valore ambientale, naturalistico e paesaggistico, e sono l’habitat preferito per molte specie vegetali ed animali.
Analisi floristica Il Bosco di Tanali rappresenta, dal punto di vista botanico, un interessante residuo dell'ex Padule di Bientina e ciò per almeno due motivi:
1) conserva tuttora alcuni biotopi vegetazionali tipici delle aree palustri e che sono in progressiva rarefazione, sia a livello locale che nazionale (Alnetea glutinosa protetto dalla Direttiva CEE 92/43);
2) racchiude in se specie botaniche di notevole rarità che sono qui rimaste confinate e rappresentano molto probabilmente le discendenti ultime di una flora che popolava estesamente il Lago di Bientina ed è sopravvissuta alle ultime vicende climatiche e geologiche del Pliocene e del Quaternario.
L'ampliamento alle aree circostanti al Bosco di Tanali e al Bottaccio della Visona oltre ad includere i valori presenti in questi piccoli lembi come: i boschi igrofili e mesofili, i canneti, i magno cariceti ed i chiari con acque libere, offre un ulteriore diversificazione ambientale con ampi spazi a prato umido e zone coltivate migliorando così le possibilità di sosta e di nutrimento per la fauna migratoria presente nell'area.
Analisi faunistica Nei boschi igrofili e mesofili sono state osservate specie migratrici o parzialmente tali come l'usignolo (Luscinia megarhynchos), cinciallegra (Parus major), cinciarella (Parus caeruleus), scricciolo (Troglodytes troglodytes), merlo (Turdus merula), verdone (Carduelis chloris), gazza (Pica pica), e inoltre l'allocco (Strix aluco) specie invece prevalentemente sedentaria.
Il canneto invece offre un sito adatto per la riproduzione a specie quali cannareccione (Acrocephalus arundinaceus), usignolo di fiume (Cettia cetti), cannaiola verdognola (Acrocephalus palustris), cannaiola (Acrocephalus scirpaceus) alle quali è associata la presenza come parassita di cova del cuculo (Cuculus canorus) e infine al tarabusino (Ixobrychus minutus). E’ presente una nutrita colonia di bengalini nidificanti.
Sugli alberi posti lungo i corsi d’acqua la nidifica il pendolino (Remiz pendulinus).
Nei chiari e nei prati umidi sostano anatidi: germano reale, alzavola, marzaiola; limicoli: beccaccino, piro piro culbianco; rallidi: gallinella d’acqua e porciglione; svassi come il tuffetto; ardeidi: airone cenerino, garzetta, nitticora.
Per i rapaci la poiana è una presenza quasi costante mentre meno frequenti sono l’albanella e il falco di palude.
Sono inoltre state fatti avvistamenti particolarmente interessanti quali: il cuculo dal ciuffo, l’airone rosso, l’irone guardabuoi e alcune cicogne.